Sigma BF a Venezia: una prova sul campo durante il workshop di Perle di Luce

Design, qualità d’immagine, profili colore e limiti della Sigma BF, provata da otto fotografi a Dorsoduro durante il workshop di Perle di Luce alla Venice Glass Week.

L’acqua del canale della Giudecca a Venezia, al tramonto

Dal 10 al 20 settembre 2026 Perle di Luce è stato presentato per la prima volta al pubblico a Bottega Cini, a Venezia, con una mostra di fotografie e di perle di vetro, incontri, workshop e dimostrazioni dal vivo, durante la X edizione della Venice Glass Week. Per due settimane sono stato resident artist di Bottega Cini, insieme all’artista inglese Holly Parr.

Tra gli eventi collaterali c’era il workshop Fotografare gli artigiani, per cui Sigma Italia, di cui sono Ambassador, ha messo a disposizione due Sigma BF con gli obiettivi 35mm e 50mm f/2 Contemporary, oltre ad altre ottiche.

Un workshop cambiato dal meteo

Il maltempo ci ha impedito di raggiungere le botteghe di Murano il giorno previsto. Il workshop è slittato al 19 settembre e, con gli artigiani impegnati altrove, è diventato un’uscita di fotografia di strada e di viaggio nel sestiere di Dorsoduro, dopo la visita alla mostra. Luce estiva forte, architetture, dettagli e persone: un banco di prova reale, con le fotocamere passate di mano tra otto partecipanti.

Cosa ci è piaciuto

  • Il design. Essenziale, riconoscibile, e soprattutto solido in mano.
  • Le immagini. Il sensore pieno formato da 24 megapixel è un buon equilibrio tra dettaglio e peso dei file, e lascia margine per ritagliare. Con il 35mm e il 50mm f/2 il sistema resta compatto e molto nitido.
  • Il DNG. File comodi, veloci da trasferire, pronti in Lightroom e Capture One, con buona latitudine.
  • Il colore in macchina. Tredici modalità colore; abbiamo usato soprattutto Standard, Rich e Sunset Red, con risultati già pronti senza post-produzione.
  • La semplicità. Menu chiari anche per chi la prende in mano per la prima volta, memoria interna da 230 GB, attacco L-Mount aperto agli obiettivi Leica e Panasonic.

Cosa ci è mancato

  • Un mirino. Sotto il sole estivo lo schermo è spesso difficile da leggere.
  • Il collegamento allo smartphone. Manca un’app per passare al volo qualche foto, utile in viaggio e nei workshop.
  • Il feedback dello scatto. L’otturatore solo elettronico è silenzioso, ma a volte non si capisce se la foto è stata fatta.
  • Una scheda di memoria. In un workshop non si può estrarre la scheda e scaricare mentre un altro continua a scattare.
  • L’autonomia. Una batteria è durata circa due ore: per una giornata ne servono almeno un paio di riserva.

Il giudizio dei partecipanti

Design e costruzione 9, ergonomia 7,5, facilità d’uso 7, qualità fotografica 8, connessioni e uso professionale 4, su 10.

La BF è una fotocamera bella e piacevole, con una qualità d’immagine professionale, che invita a fotografare. Alcune scelte di progetto però la rendono meno semplice da inserire in un flusso di lavoro professionale: oggi ci sembra pensata soprattutto per un appassionato che cerca un’esperienza diversa.

I lavori citati

  1. La fiamma che fonde il vetro davanti alla lampada di un’artigiana, a Murano

    Perle di Luce

    Patrimonio UNESCO raccontato dalle persone che lo tengono vivo

    Progetto di ricerca dello studioMestieri d’arteFoto e videoVenezia e Murano, 2026

  2. Tre vasi in vetro soffiato, rosso, blu e ambra, esposti su un piano bianco.

    The Venice Glass Week, X edizione

    A cura di Camilla Purdon

    The Venice Glass WeekFestivalFotoVenezia, 2026