Fotografare un concerto di musica classica senza disturbare
Lang Lang, Martha Argerich, Antonio Pappano, Grigory Sokolov: quattro concerti a Torino e quattro modi diversi di fotografare la musica classica in silenzio.

In un concerto di musica classica il silenzio fa parte della musica. Chi fotografa deve diventare invisibile: nessun rumore di otturatore, nessun movimento in sala nei momenti sbagliati, nessun flash, mai.
Da alcune stagioni fotografiamo i concerti di Lingotto Musica all’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino, la sala progettata da Renzo Piano dentro l’ex fabbrica Fiat del Lingotto. È una sala grande, quasi duemila posti, rivestita di legno: sul palco la luce è calda e uniforme, intorno la platea resta al buio. Per chi fotografa significa lavorare a distanza, spesso con focali lunghe, e scegliere con cura da dove guardare.
Prima di entrare in sala
Ogni concerto ha le sue regole, e si concordano prima con la sala e con lo staff dell’artista:
- da quali posizioni si può lavorare, e se ci si può spostare durante il concerto;
- in quali brani si può scattare e per quanto tempo;
- se serve far vedere la selezione all’artista prima della pubblicazione.
Poi si studia il programma. Sapere quando arriva un passaggio intenso o un movimento lento permette di essere pronti al momento giusto, e di restare immobili quando la musica lo chiede.
Quattro concerti, quattro sfide
Lang Lang, il recital

Lang Lang, 23 febbraio 2024. Una vista dall’alto racconta la serata meglio di un primo piano: un uomo solo, un pianoforte, una sala piena.
In un recital c’è un solo protagonista, e il rischio è fare cento foto uguali. Abbiamo alternato tre distanze: il primo piano, con il coperchio del pianoforte che incornicia il volto; la figura intera sul palco; la sala vista dall’alto, che dà la misura dell’evento.
Martha Argerich con l’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo

Martha Argerich tra le musiciste dell’orchestra, diretta da Charles Dutoit.
Con un’orchestra sul palco la solista è circondata da decine di musicisti. Serve una posizione da cui il suo volto resti libero, e la pazienza di aspettare l’istante in cui l’orchestra fa da cornice invece di coprirla. Dietro le quinte vale la pena guardare anche gli oggetti: il baule dell’orchestra con la scritta Monte-Carlo è un dettaglio che da solo racconta una tournée.
Sir Antonio Pappano e la Chamber Orchestra of Europe

Sir Antonio Pappano: il gesto del direttore è il centro dell’immagine.
Con un direttore il racconto passa dal gesto: le mani, lo sguardo verso una sezione, l’attacco. Pappano dirige con tutto il corpo, e la difficoltà era scegliere tra i molti momenti espressivi senza ripetersi. Dietro le quinte, a fine serata, abbiamo ritratto Pappano con il pianista Bertrand Chamayou: una foto semplice, che però racconta l’incontro tra i due protagonisti.
Grigory Sokolov

Grigory Sokolov nella luce raccolta del suo recital.
I recital di Sokolov sono famosi per l’intensità, la concentrazione e i bis generosi. Qui la parola d’ordine era sottrarre: pochi scatti, nessun movimento superfluo, la sala lasciata nella penombra che il pianista cerca.
Dopo il concerto
Una selezione arriva all’ufficio stampa il giorno dopo, già nei formati per stampa, web e social. Con il tempo le immagini di una stagione diventano un archivio: i manifesti dell’anno successivo, il libretto della stagione, i dossier per gli sponsor.
Se organizzi una stagione o un festival, parliamone.
