Foto e video per un evento d’arte: le dieci domande da farsi prima

Inaugurazioni, performance, residenze: le dieci domande da farsi prima di chiamare chi fotografa e riprende un evento d’arte, e cosa aspettarsi in consegna.

Nina Baietta durante la performance vocale da EDB Gallery a Venezia

Un’inaugurazione o una performance succede una volta sola. Se una foto non viene fatta, non si può rifare. Per questo la parte più importante del lavoro si fa prima, quando chi organizza e chi documenta mettono in fila le stesse priorità.

Questa è la lista di domande che ti proponiamo quando ci contatti per un evento. Puoi usarla anche se lavori con altri: è un buon brief in qualsiasi caso.

Il brief, in dieci domande

  1. Chi userà le immagini? Ufficio stampa, social, artisti, sponsor, archivio. Ognuno ha bisogno di foto diverse, e conviene saperlo prima.
  2. Servono foto, video o entrambi? Se servono entrambi, è meglio una sola regia: foto e video non si ostacolano e raccontano la stessa storia.
  3. Quali sono i tre momenti da non perdere? Un discorso, l’inizio di una performance, l’arrivo di un ospite. Pochi, chiari, con un orario.
  4. Chi sono le persone da riconoscere? Artisti, curatori, istituzioni, partner: una lista con i nomi evita di cercarli in mezzo al pubblico.
  5. Come è la luce? Una galleria con luce naturale al tramonto, una sala buia, un cortile. Cambia l’attrezzatura e a volte gli orari.
  6. Ci sono momenti in cui non si può fotografare? Alcune performance chiedono silenzio assoluto o nessuna ripresa in certi passaggi.
  7. Quando servono le prime immagini? La sera stessa, il mattino dopo, entro una settimana.
  8. In quali formati? Orizzontali per la stampa, verticali per i social, un reel, un video più lungo.
  9. Le opere vanno documentate anche a evento finito? Spesso conviene fissare una sessione separata, a sala vuota.
  10. Chi firma le immagini e come? Il credito fotografico e i limiti della licenza vanno scritti prima, non dopo.

Due esempi

Nella performance vocale di Nina Baietta da EDB Gallery a Venezia, in dialogo con la mostra CILIA di Léa Dumayet, il momento da non perdere era il rapporto tra voce, corpo e opere: la risposta alla domanda 3 era la performance intera, da seguire senza mai interferire con il suono.

A Saturnalia, alla Fabbrica del Vapore di Milano, a cura di Olga Gambari e Susanna Revelli, c’erano una mostra con otto artisti, ritratti da fare e i laboratori di Claudia Losi per il progetto ANIMULE. Tre racconti diversi nello stesso luogo: qui le domande 1 e 9 hanno deciso il calendario.

Cosa aspettarsi in consegna

Quando Cosa
La sera stessa, su richiesta Una piccola selezione per i social
Entro il giorno successivo La selezione per la stampa, già nei formati giusti
Nei giorni seguenti Il servizio completo e il reel verticale
Su richiesta Un video racconto più lungo per l’archivio e la comunicazione

Ogni lavoro include una licenza d’uso per comunicazione, stampa e archivio dell’istituzione e degli artisti, con il credito fotografico. Gli usi pubblicitari si concordano a parte: trovi i dettagli nella pagina Diritti sulle immagini.

Dal 2018 raccontiamo anche ogni edizione delle residenze di Creativamente Roero, in foto e documentari. Se hai un evento in arrivo, mandaci le tue risposte: bastano anche solo le prime tre.

I lavori citati

  1. Nina Baietta canta durante la performance, in una sala rivestita in legno.

    Nina Baietta per CILIA di Léa Dumayet

    Nina Baietta, Léa Dumayet

    EDB GalleryGalleriaFotoVenezia, 2026

  2. Tavola imbandita con candelabri e vetri dorati, una delle installazioni di Saturnalia.

    Saturnalia

    A cura di Olga Gambari e Susanna Revelli

    Fabbrica del VaporeMuseoFotoMilano, 2025

  3. Una casetta di vetro colorato, opera d’arte installata su una collina del Roero

    Creativamente Roero: residenze d’artista

    Arte contemporanea tra borghi e castelli del Roero

    Creativamente RoeroFestivalFoto e videoRoero, Piemonte, 2025