Fujifilm GFX in teatro: il medio formato alla prova della fotografia di scena
Quattro giorni con Fujifilm GFX100S II e GFX100RF per Francesca da Rimini al Teatro Regio di Torino: qualità del file, alti ISO, silenzio e limiti del flusso di lavoro.

A ottobre 2025 il Teatro Regio di Torino ha inaugurato la stagione lirica con Francesca da Rimini di Riccardo Zandonai, regia di Andrea Bernard e direzione di Andrea Battistoni. Per quattro giorni, insieme a Daniele Ratti, abbiamo documentato la produzione con il sistema Fujifilm GFX: un’occasione per capire se il medio formato regge i ritmi della fotografia di scena.
Il lavoro comprendeva foto di scena, dai primi piani alle vedute del palco, reportage dietro le quinte, ritratti dei cantanti e dei figuranti, red carpet e documentazione della prima. Con tempi di consegna stretti: entro un’ora per la serata inaugurale, entro la mattina dopo per le foto di scena.

GFX100S II, 45mm, ISO 1600, f/4, 1/160 s
L’attrezzatura
Abbiamo usato una GFX100S II con le ottiche GF 45-100, GF 35-70 e GF 100-200, e una GFX100RF, confrontandole con il corredo che usiamo di solito.
Cosa funziona
- Il file. Il sensore da 102 megapixel offre una fedeltà cromatica e una profondità tonale eccezionali: costumi, scene e luci arrivano come li hanno pensati gli scenografi.
- Il ritaglio. La risoluzione permette di ricomporre le immagini senza perdita percepibile di qualità.
- Gli alti ISO. Dietro le quinte, con la luce quasi assente, abbiamo lavorato fino a 10.000 ISO con risultati pienamente utilizzabili.
- Il silenzio. L’otturatore della GFX100RF è molto silenzioso; quello della GFX100S II meno, ma resta compatibile con la sala. L’otturatore elettronico non si può usare: con i fari a LED del palco produce l’effetto flicker.

GFX100S II, 100mm, ISO 8000, f/4, 1/100 s
Cosa frena
- La reattività. Dopo lo scatto la GFX100S II ha una pausa di circa un secondo e mezzo, due: troppo per seguire una scena che cambia in fretta.
- I comandi. Sulla GFX100RF leve e ghiere frontali sono così fitte che è facile cambiare un’impostazione senza volerlo.
- Le focali lunghe. Per il teatro manca un tele zoom più lungo del 100-200.
- I file RAF. Copia e importazione in Lightroom o Capture One sono lente anche su computer recenti. Quando si consegna in un’ora, pesa. Poter registrare in DNG su una delle due schede risolverebbe gran parte del problema.

In sintesi
Il teatro ha apprezzato molto la qualità e la resa del colore, e la risoluzione apre a stampe di grande formato per manifesti e dossier. Oggi però la GFX resta uno strumento più adatto allo studio e alle produzioni editoriali che al ritmo serrato della scena. Per i ritratti di backstage, dove si ha qualche secondo in più, è invece una scelta difficile da battere.

