Fidelis Amatrix

I gesti, le voci e i saperi di un territorio

Tradizioni locali, fotografia e documentario multimediale

Un telaio ritrovato in cantina. Le anziane di un paese che tornano a insegnare. Le mani che preparano i fili e riprendono a tessere. Fidelis Amatrix racconta il patrimonio di Amatrice e dei territori vicini attraverso le persone che ne custodiscono le conoscenze: tradizioni artigianali, cultura del cibo e memorie locali raccolte in fotografie, video e testimonianze.

Autore
Mattia Gaido
Settore
Mestieri d’arte
Lavoro
Foto e video
Luogo
Amatrice e Campotosto, Italia
Anno
2018
Servizi
Mestieri e patrimonio, Film documentari e interviste
Ciotola di fiori di camomilla essiccati sopra un tessuto azzurro

Il progetto

Il patrimonio passa dalle persone

Nel 2018, due anni dopo il terremoto che aveva colpito l’Italia centrale, Mattia Gaido ha raccolto storie e immagini ad Amatrice e nel territorio circostante, in collaborazione con Caritas Diocesana di Rieti.

Il punto di partenza erano le conoscenze degli abitanti: un mestiere imparato osservando, una lavorazione tramandata, un archivio costruito nel tempo. Il sisma attraversa queste testimonianze, ma il racconto segue soprattutto ciò che le persone desiderano condividere della propria cultura e del proprio lavoro.

La fonte della tessitura

A Campotosto, Assunta ha ritrovato il telaio della nonna e ha scelto di imparare a usarlo. Per farlo si è rivolta alle anziane del paese.

La riscoperta di un oggetto ha aperto un percorso di apprendimento. Assunta ha cercato nelle memorie delle donne di Campotosto le tecniche della tessitura locale, tornando a osservare gesti che rischiavano di non essere più praticati.

Imparare ha richiesto tempo, vicinanza e lavoro condiviso. Le anziane sono diventate le sue maestre: attraverso di loro, l’uso del telaio e le conoscenze legate ai tessuti hanno trovato una nuova continuità.

Al momento delle riprese, Assunta lavorava nella piccola bottega in legno “La fonte della tessitura”. Il telaio, sopravvissuto al terremoto, era tornato al centro del suo lavoro quotidiano.

Un territorio, molte memorie

La tessitura di Campotosto è una delle storie raccolte per Fidelis Amatrix. La ricerca ha incontrato anche la produzione del pecorino amatriciano, le botteghe alimentari e gli archivi di storia locale: attività e raccolte diverse, unite dal rapporto tra conoscenza, lavoro e appartenenza a un luogo.

Saperi artigianali

Il telaio di Assunta e l’apprendimento dalle anziane di Campotosto raccontano come una pratica possa passare da una generazione all’altra attraverso il lavoro condiviso.

Cultura del cibo

Le testimonianze raccolte tra produzione casearia e botteghe alimentari restituiscono il legame fra territorio, lavorazioni e vita quotidiana: dal pecorino agli gnocchi ricci, fino al guanciale.

Archivi e memoria locale

Fotografie, pubblicazioni, documenti e racconti custoditi dagli abitanti aprono uno sguardo sulla storia del territorio e sui luoghi a cui la comunità riconosce valore.

Fotografie da guardare, voci da ascoltare

Fidelis Amatrix nasce come progetto di documentazione multimediale. Fotografie, video, registrazioni e testi sono pensati per costruire percorsi di approfondimento in cui chi guarda possa scegliere dove soffermarsi.

La storia di Assunta è stata sviluppata come percorso interattivo pilota: al racconto della protagonista si affiancano immagini della bottega, dettagli degli strumenti e approfondimenti sulla tessitura. Le schermate originali mostrano come questi materiali siano stati messi in relazione.

Come è costruito il documentario

Dall’apertura scegli un tema o un luogo sulla mappa. Ogni tema raccoglie i suoi capitoli: la storia di Assunta, sviluppata come percorso pilota, si attraversa in tre passaggi.

per temaper luogoAperturaistruzioni e avvioArgomentitre temi da scegliereMappaAmatrice, frazioni, CampotostoSaperi artigianaliCultura del ciboPatrimonio storicoLa fonte della tessiturala storia di Assunta, percorso pilotaStoriaVideoBottegaL’archivio di Lucianaguida localeScorci del passatopubblicazioni storicheAperturaistruzioni e avvioArgomentiper temaMappaper luogoSaperi artigianaliLa fonte della tessiturala storia di Assunta, percorso pilotaStoriaVideoBottegaCultura del ciboPatrimonio storicoL’archivio di Lucianaguida localeScorci del passatopubblicazioni storiche
In indaco il percorso pilota. La linea tratteggiata è l’ingresso dalla mappa, che porta alle stesse storie.

Dentro il gesto

Preparare i fili, disporli sul telaio, far passare la navetta, osservare la trama che prende forma. Le fotografie si avvicinano agli strumenti e alla materia per rendere visibile il lavoro che precede ogni tessuto. Accanto alla tessitura, il racconto di Assunta introduce le conoscenze legate alla tintura naturale.

Assunta seduta al telaio in legno, circondata da tessuti e strumenti nella sua bottega
Assunta tesse sul telaio della nonna, ritrovato in cantina. Per imparare a usarlo ha passato intere giornate con le anziane di Campotosto, ricostruendo una tradizione tramandata a voce sui Monti della Laga.
La bottega in legno con l’insegna della tessitura e la porta aperta
“La fonte della tessitura”, a Campotosto. Dopo la scossa del 30 ottobre 2016, la più forte in paese, Assunta ha spostato qui la bottega: una casetta di legno al centro del paese, nata come punto di informazione turistica.
Fili colorati tesi sul telaio in legno nella bottega di Assunta
Ogni tela richiede un numero preciso di fili. Prima di cominciare, ciascuno va passato tra i banchi del telaio, teso e legato al capo opposto attraverso i due pettini.
Navetta in legno appoggiata fra i fili di un tessuto rosso, azzurro e verde
La navicella passa tra due gruppi di fili tesi. A ogni pressione dei pedali i due gruppi si scambiano di posizione e bloccano il filo appena passato.
Il pettine del telaio e i fili bianchi dell’ordito, visti dal posto della tessitrice
Il telaio visto dal posto di chi tesse. I fili bianchi dell’ordito attraversano i due pettini, che li dividono in due gruppi paralleli.
Fili rossi, azzurri e verdi separati da due bacchette di legno
I primi nodi legano i fili ai banchi del telaio. «Mentre imparavo le anziane mi rimproveravano sempre per i nodi troppo grandi», raccontava Assunta.
Le mani di Assunta mostrano un cappellino di lana tinta
Un cappellino in lana tinta da Assunta con un procedimento naturale, che usa i pigmenti dei Monti della Laga.
Tessuti ripiegati su scaffali in legno
Teli e campioni sugli scaffali della bottega. Dopo il sisma i clienti di passaggio erano diminuiti, ma Assunta aveva scelto di non vendere online.
Sciarpe e una mantella di lana su tre manichini, davanti a teli tessuti
Sciarpe e una mantella sui manichini della bottega. Tutti i capi erano tinti con procedimenti naturali, da Assunta o con una tintrice specializzata.

Cultura del cibo

Le testimonianze raccolte tra produzione casearia e botteghe alimentari restituiscono il legame fra territorio, lavorazioni e vita quotidiana. Qui, la lavorazione del pecorino tra il caseificio e la cucina di casa.

Un gregge di pecore al pascolo sulle colline di Santa Giusta
Pecore al pascolo a Santa Giusta, una delle circa 70 frazioni del comune di Amatrice, dove la vita quotidiana è legata da secoli alla pastorizia.
Una cucina con forme di formaggio sul tavolo e due uomini seduti accanto al camino
Forme di formaggio nella cucina di famiglia del Caseificio Amatriciano, a Santa Giusta, fondato quasi mezzo secolo prima e passato di generazione in generazione.
Una produttrice in grembiule accanto alla caldaia del latte nel caseificio
Il sisma aveva reso inagibile il laboratorio. La famiglia aveva trasferito i macchinari in un container, per non perdere le autorizzazioni e riprendere la produzione.
Mani che sistemano la ricotta nelle forme
La ricotta di capra sistemata a mano nelle forme. Della mungitura delle capre si occupavano due generazioni di donne della famiglia.
Forme di ricotta di capra appena riempite su un banco d’acciaio, viste dall’alto
Forme di ricotta di capra appena riempite.
Due donne e un uomo nella cucina di casa, attorno al tavolo
Prima del sisma il caseificio aveva molti clienti fuori zona, anche ristoranti di Roma. Dopo quasi due anni gli ordini stavano tornando.
Un uomo si china sul camino acceso della cucina
Il camino acceso nella cucina di famiglia. Le stalle avevano retto alle scosse, ma lo spostamento dei macchinari aveva fermato la produzione per alcuni mesi.

Il territorio nel 2018

Due anni dopo il terremoto, i paesi erano ancora segnati dai crolli e dalle strutture provvisorie. Queste immagini restituiscono il contesto in cui sono state raccolte le testimonianze.

Il lago di Scandarello al tramonto, con una casa tra gli alberi e le montagne sullo sfondo
Il lago di Scandarello, a pochi chilometri da Amatrice, al tramonto.
La chiesa del Centro Religioso Don Minozzi con la facciata sostenuta da un’armatura d’acciaio, dietro le transenne
La chiesa del Centro Religioso Don Minozzi, miracolosamente in piedi, messa in sicurezza.
Una religiosa prepara il messale su un altare semplice, in una stanza luminosa
Una religiosa prepara il messale in una cappella provvisoria. Negli spazi sicuri del complesso Don Minozzi, costruito negli anni Trenta, avevano trovato posto il centro Caritas, alcuni uffici e un presidio di primo soccorso.
Pallet di pietre avvolte nella plastica con il cartello Recupero da crollo
Pietre recuperate dal crollo del Palazzo del Municipio di Amatrice, avvolte su pallet sotto il cartello «pezzi non catalogabili».

Il documentario interattivo

Il documentario interattivo, realizzato con Klynt: l’apertura, la scelta degli argomenti, la mappa, la storia di Assunta e alcuni capitoli sul patrimonio storico.

La schermata di apertura del documentario interattivo Fidelis Amatrix
L’apertura del documentario, con le istruzioni e l’avvio del racconto.
Schermata del documentario interattivo con la scelta degli argomenti
La scelta degli argomenti: saperi artigianali, cultura del cibo, patrimonio storico.
Schermata del documentario interattivo con la mappa dei luoghi tra Amatrice, le frazioni e Campotosto
La mappa dei luoghi visitati.
Schermata del documentario interattivo: Assunta al telaio con il titolo La fonte della tessitura e il testo del capitolo
La presentazione della storia di Assunta.
Schermata del documentario interattivo: un video con Assunta seduta al telaio e i sottotitoli
Assunta racconta la tessitura in uno dei video del percorso.
Schermata del documentario interattivo: la bottega di Assunta con un testo di approfondimento
La bottega, in uno dei capitoli di approfondimento.
Schermata del documentario interattivo con il titolo Un patrimonio storico, sopra un monumento in pietra
L’apertura del capitolo sul patrimonio storico.
Schermata del documentario interattivo: cartoline e fotografie d’archivio sparse sul tavolo, con il testo su Luciana, guida locale
Luciana, guida locale, e il suo archivio di immagini sulle frazioni di Amatrice.
Schermata del documentario interattivo: mani che mostrano una pubblicazione storica su Amatrice
Pubblicazioni e immagini della storia locale.

Dare spazio a ciò che si tramanda

Un territorio si racconta anche attraverso le conoscenze che passano fra le persone. Fidelis Amatrix raccoglie alcune di queste tracce e le mette in relazione: il lavoro delle mani, le parole di chi insegna, gli oggetti e le memorie che accompagnano la vita di una comunità.

Un progetto di
Mattia Gaido
Ricerca, fotografie, video e racconto multimediale
Mattia Gaido
In collaborazione con
Caritas Diocesana di Rieti
Documentario originale sviluppato con
Accademia Albertina di Belle Arti di Torino
Con la partecipazione di
Gli abitanti incontrati durante la ricerca

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Foto Mattia Gaido - Tutti i diritti riservati